momo pertica
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Nel corso di un’intervista, siamo nel 1972, Federico Fellini interrompe le domande dell’amico e, come ispirato, prende il viso di Pertica tra le mani e afferma: “Io ho bisogno della tua faccia”.
Certamente non poteva sfuggire all’occhio del grande regista la particolare, singolarissima, espressione di Momo, metà gatto sornione metà elfo dei boschi, con la capigliatura scomposta e arruffata, e lo volle per sé, nella galleria che affollava la sua immaginazione, nei ‘tipi’ che il genio riminese andava cercando per fissare sulla pellicola le visioni che riusciva a materializzate nei suoi film.
Nasce in questo modo l’indimenticabile cameo che Fellini disegna per Pertica in Amarcord (1973), ‘il cieco di Càntarel’, il suonatore di fisarmonica, chiamato ad accompagnare il banchetto nuziale della Gradisca, nella melanconica scena che chiude il capolavoro.
Chi ha dimenticato quel buffo personaggio, scalciante l’aria, che cerca di colpire il dispettoso ribaldo (Alvaro Vitali) che lo stuzzica mentre suona?
La collaborazione tra i due amici è proseguita sul set de E la Nave va… (1983) dove, per Momo, Fellini riserva il ruolo del prete, che officia la cerimonia dello spargimento in mare delle ceneri della ‘divina’ cantante lirica Edmea Tetua.
Per questa occasione, Pertica, armato di taccuini e matite, non smette di tratteggiare decine di ritratti dei personaggi che animano il set, annotando anche gli umori e le battute che coglie tra gli attori e Federico, in quello che resterà un vero e proprio Diario di bordo.
L’ultimo film cui è chiamato a partecipare è Ginger e Fred (1985), qui per Fellini interpreta uno stralunato impresario teatrale che si aggira dietro le quinte di quell’improbabile show televisivo.